Biennale 2026 (Biennale 2026)

Ci vediamo alla 5° Biennale Internazionale di Nuova Educazione dal 29 ottobre al 1 novembre 2026, a VERONA! Una Biennale per incontrarsi, confrontarsi, scambiare, discutere e condividere.

Il tema centrale di quest'anno sarà Riumanizzare l’educazione

 

TEMA CENTRALE Riumanizzare l’educazione

L'utopia della Nuova Educazione che ha attraversato il XX secolo ha incontrato e incontra ancora numerose opposizioni: privilegi, classicismo, etnocentrismo e una concezione dell'educazione e dell'istruzione che separa la teoria dalla pratica, la mente dal corpo, le emozioni dalla conoscenza. Ancor più in questa fase storica, l'Educazione Nuova/Attiva si impegna a costruire la coscienza dell'umanità per prendersi cura del mondo.

L'educazione attiva opera affinché ciascuno sia in grado di leggere e interpretare il presente, esercitare il proprio spirito critico, anche in termini di critica sociale, e immaginare futuri possibili.

Un'educazione che sviluppa la consapevolezza della responsabilità di appartenere alla stessa comunità planetaria nel contesto della globalizzazione, dell'era digitale e della crescita di nuove forme di disuguaglianza.

Quali sono gli ostacoli che incontrate nella pratica dell'educazione nuova/attiva? Quali le sfide politiche nel mondo di oggi e come è possibile/auspicabile affrontarle? Con quali strategie condivise? 

1 - Diritto universale all'istruzione di ogni persona e di ogni popolo.

I sistemi neoliberisti considerano l'istruzione come una merce, i bambini e i genitori come clienti, gli educa-tori e gli insegnanti come dipendenti. In molte società si investe sempre meno nei sistemi educativi pubblici (servizi educativi, scuole, università) a favore dei sistemi privati in una logica univoca di mercato, con-correnza e competizione. Le politiche neoliberiste aumentano le disuguaglianze, l'emarginazione e l'es-clusione dei gruppi sociali più deboli (svantaggi socioeconomici, minoranze etniche, minoranze linguistiche, persone con disabilità, ecc.) Condividete questo punto di vista? 

Alcuni possibili spunti di discussione

• Quali forme assume la mercificazione dell'istruzione?

• Come identificare l’uso delle idee e delle pratiche della Nuova Educazione per scopi principalmente commerciali?

• Nel campo dell'istruzione, come trovare un equilibrio tra la legittima richiesta di riconoscimento e rispetto delle differenze dei gruppi minoritari e la ricerca di valori comuni?

• Quali pratiche educative per garantire il diritto all'uguaglianza e all'apprendimento? 

2 - Semplificazione del pensiero: le tensioni tra opinioni e saperi.

Di fronte alle sfide sociali e ambientali, molte società rispondono alla complessità e alla globalità dei problemi con un pensiero semplificato, riduttivo e frammentario. Questo pensiero genera una dialettica che, basata sulle opposizioni: io/noi, noi/loro, amico/nemico, alimenta l'autoritarismo e il populismo. Inoltre, la diffusione rapida e invasiva di nuove forme di comunicazione, la facilità di accesso ai dati e alle informazioni grazie alle tecnologie hanno amplificato la tensione tra opinioni e saperi e reso difficile la distinzione tra vero e falso. Questo problema riguarda in particolare il settore dell'educazione, dove si rischia di ridurre lo spazio proprio dell'educazione con idee preconcette e ideologie. Il ruolo dell’educazione e della scuola diventa determinante per consentire a ciascuno di sviluppare uno spirito critico e una coscienza diversa dell'umanità. Condividete questo punto di vista?

Alcuni possibili spunti di discussione

· Quali nuove forme assumono oggi le tensioni tra opinione e saperi?

· Cosa intendiamo per "coscienza dell'umanità"?

· Su quali principi e pratiche l'Educazione Nuova contribuisce a sviluppare questa coscienza dell'umanità?

· Come ritrovare il valore umanistico delle conoscenze e dei saperi e articolare la ricerca delle loro verità con la difesa dei valori comuni (uguaglianza, solidarietà, bene comune, responsabilità...) per orientare la lettura del mondo?

· Come contribuire a contrastare il ripiegamento identitario e nazionalista, nel rispetto delle singolarità e delle identità multiple?

· Quali pratiche educative per promuovere lo sviluppo di una forma mentis che consideri tutti gli aspetti della vita con il metodo della sperimentazione, del ragionamento critico e della verifica?

3 - Sostenibilità sociale e ambientale

Di fronte alle sfide ambientali, l'istruzione ha oggi il compito di far prendere coscienza che la vita di ogni individuo si inserisce in una rete di relazioni con l'ambiente, vivente e non vivente. Queste relazioni possono essere equilibrate solo se diventano reciprocamente sostenibili. Da qui la necessità di educare a una cultura della Terra, per affrontare le gravi crisi climatiche, energetiche e ambientali e rafforzare la consapevolezza di appartenere a una stessa comunità di destino planetario. Condividete questo punto di vista?

Alcuni possibili spunti di discussione 

· In che modo l'istruzione può contribuire a sviluppare una coscienza ambientale, una cultura della Terra?

· Quali idee e quali pratiche promuovere nell'istruzione per sviluppare un forte legame con l'ambiente naturale, una sensibilità al consumo e alla produzione responsabili?

· Come favorire la presa di coscienza dei legami e delle interdipendenze tra sostenibilità sociale e ambientale?

4 - Educazione familiare

L'educazione ha un carattere olistico: lo sviluppo del bambino avviene contemporaneamente nell'ambito familiare, nel tempo libero e in ambito scolastico. Non si può quindi ignorare il ruolo essenziale dei genitori, perché se l'educazione scolastica deve aiutare il bambino a liberarsi da ogni forma di chiusura (familiare, culturale e sociale), non può farlo senza considerare molto attentamente il modo in cui i genitori gli offrono punti di appoggio (o di resistenza) per questa emancipazione. Attualmente, in molte società, l'ascesa dell'individualismo sociale e la ricerca di consenso da parte delle familiare hanno rafforzato il peso dei genitori nei percorsi personali. Allo stesso tempo, si parla di crisi della famiglia a causa delle trasformazioni delle sue strutture tradizionali, dei conflitti interpersonali, degli squilibri economici e sociali. Queste condizioni mettono in discussione e influenzano il lavoro dei professionisti dell'educazione. Condividete questo punto di vista?

Alcuni possibili spunti di discussione

· Qual è oggi il ruolo delle famiglie e del loro funzionamento nell'educazione?

· È necessario prevedere un accompagnamento alla genitorialità e in quali forme e con quali strumenti?

· Come ripensare il rapporto tra genitori, scuola e tempo libero?

· Quali collaborazioni sono possibili tra genitori ed educatori professionisti?

· Come promuovere l'integrazione delle responsabilità e delle proposte educative tra scuola, famiglie e mondo dell’associazionismo?

· Quali idee e quali pratiche educative per entrare meglio in relazione con i diversi modelli di famiglia (nucleare, monoparentale, ricomposta, omogenitoriale, adottiva, co-genitorialità )?

 

5 - L'impegno dei professionisti nella Nuova Educazione

Il lavoro dell'educatore non è sufficiente a promuovere l'equità in educazione se non è accompagnato da azioni volte a superare le contraddizioni e le ingiustizie all'interno dei sistemi educativi, scolastici e sociali. Per questo motivo, educare implica un duplice impegno: da un lato nei confronti di ogni persona, che deve essere posta al centro della relazione educativa, dall'altro nei confronti degli aspetti sociali e politici del contesto educativo: la scuola, la famiglia, il territorio. Condividete questo punto di vista?

Alcuni possibili spunti di discussione

 Si può parlare di un uso politico delle competenze professionali degli educatori e delle educatrici?

In che modo questa professionalità può essere l’espressione di un attivismo sia pedagogico che sociale?

Come educare alla democrazia?

Come conciliare il lavoro per un'educazione emancipativa con la volontà dell'amministrazione di burocratizzare il lavoro, controllare le prestazioni e misurare i risultati?

Quali pratiche educative adottare per affermare l'uguaglianza di tutte e tutti, promuovere il riconosci-mento del valore di ogni persona e la valorizzazione delle differenze (di religione, sesso, appartenenza et-nica, capacità,…) senza trasformarle in disuguaglianze?

Nel quadro di un'educazione emancipativa, quale posto occupa la cura della dimensione estetica e attraverso quali pratiche?

Quale posto attribuire e come all'uso delle mani, dell'immaginazione, del gioco e dell'esperienza concreta nei processi educativi?